🕒 Ultimo aggiornamento:
Il caciocavallo impiccato ha origine dalle pratiche dei pastori durante la transumanza, un periodo di spostamenti stagionali del bestiame. Questo formaggio si distingue per il suo metodo di preparazione, che prevede di appenderlo sopra il fuoco per farlo fondere e arricchirlo di un sapore unico.
Quando si serve il caciocavallo impiccato fuso su una fetta di pane abbrustolita, l’effetto è immediato: il caciocavallo arrostito si scioglie e crea una deliziosa crema calda, che esalta il gusto del pane e offre un’esperienza gustativa eccezionale.
Questa preparazione ha conquistato molti palati, dimostrando che la semplicità può nascondere una qualità straordinaria.

📑 INDICE DEI CONTENUTI ▼ Mostra / Nascondi
Caciocavallo impiccato: storia, tradizione e sapori
Il caciocavallo è un formaggio distintivo, facilmente riconoscibile per la sua forma a pera. Ma perchè si chiama caciocavallo ? Il nome “caciocavallo” deriva dalla tradizione di appendere i formaggi a cavallo di una trave durante il processo di stagionatura.
Il latte utilizzato per produrre il caciocavallo nostrano proviene da mucche allevate al pascolo. Queste bovine si nutrono di erbe spontanee, che donano al formaggio un sapore unico e complesso.
Caciocavallo Podolico del Gargano 1 kg circa
34,99€ IVA inclusa
Caciocavallo Fresco Pugliese 1 kg circa
19,99€ IVA inclusa
Caciocavallo come si mangia?
Il caciocavallo si presta a diverse modalità di consumo, grazie alla sua versatilità. Può essere apprezzato da solo, tagliato a fette e servito con pane rustico. Alternativamente, è un ingrediente eccellente per ricette varie.
La sua consistenza ne fa un candidato ideale per grigliature. È possibile preparare il caciocavallo alla brace, il caciocavallo alla griglia o il caciocavallo impiccato, due metodi che ne esaltano il sapore e la texture.
Dove si produce il Caciocavallo
Il caciocavallo si produce in diverse regioni italiane, ognuna con le proprie varianti e tradizioni. In Calabria, per esempio, spicca il caciocavallo Silano, mentre in altre aree come Molise, Basilicata e Campania, il formaggio assume caratteristiche locali altrettanto distintive.
In Puglia, il protagonista è il Caciocavallo Podolico del Gargano. Questo formaggio utilizza latte della mucca podolica, una razza bovina che produce quantità di latte ridotte. Questo latte, però, è particolarmente prezioso e conferisce al formaggio un sapore intenso e complesso. Il Caciocavallo Podolico ha guadagnato il riconoscimento di prodotto Slow Food per la sua qualità e le sue tradizioni di produzione.
La tecnica del caciocavallo impiccato ha radici antiche e trova origine tra i pastori. Consiste nello sciogliere lentamente sulla brace ardente il caciocavallo per poi spalmarlo con il coltello su una fette di pane casereccio. Un profumo forte di burro fuso si diffonde nell’aria e si percepisce l’opulenza del caciocavallo e del grasso sciogliersi.

Come fare il caciocavallo impiccato
Se desideri cimentarti nella preparazione caciocavallo impiccato fai da te, inizia scegliendo un caciocavallo poco stagionato. La stagionatura più lunga aumenta la sapidità del formaggio, e questo potrebbe renderlo eccessivamente salato durante la cottura, compromettendo il risultato finale.
Per realizzare il provolone impiccato a casa, avrai bisogno di uno spazio all’aperto, come un giardino, e di un barbecue. Il processo richiede l’uso di un supporto per appendere il caciocavallo, (i più si arrangiano con una scala aperta e posizionata sul barbecue) lasciando che il formaggio si sciolga lentamente sulla brace.
Accompagna il caciocavallo con del pane e utilizza un coltello a spatola per spalmarlo. Con questi semplici ingredienti e strumenti, potrai gustare un piatto divertente e saporito.

Come impiccare il caciocavallo
Il caciocavallo è un formaggio dal sapore robusto e dalla consistenza perfetta per essere gustato in modo particolare: fondente e cremoso, ideale da abbinare a una bruschetta calda.
Per iniziare, il caciocavallo va appeso dal cordino o dalla catenella di metallo, mantenendo una distanza di circa 10 centimetri dal fuoco. Questo passaggio è cruciale per permettere al formaggio di scaldarsi uniformemente senza bruciarsi.
Una volta posizionato correttamente, è consigliabile rimuovere la crosta inferiore del caciocavallo. Questo piccolo gesto facilita lo scioglimento del formaggio, rendendo più agevole la preparazione successiva.
Quando il caciocavallo inizia a sciogliersi, è il momento di agire rapidamente ma con attenzione. Con un coltello, spalmate la parte sciolta del caciocavallo sulla fetta di pane precedentemente abbrustolita.
La bruschetta così preparata va gustata immediatamente, mentre è ancora calda e il formaggio è fuso e filante. Questo è il momento in cui il sapore pieno del caciocavallo si sprigiona pienamente, creando un’esperienza gustativa indimenticabile.
Man mano che il caciocavallo si consuma, è importante regolare la sua altezza rispetto al fuoco. Per mantenere sempre la distanza ottimale di 10 centimetri, è necessario abbassare gradualmente il formaggio.

via ig
La stagionatura consigliata
Per ottenere un risultato ottimale, optate per un provolone pugliese che non ha superato i due o tre mesi di stagionatura. In questo modo, potrete apprezzare il delicato sapore di latte del formaggio. Se invece preferite un gusto più deciso, il caciocavallo stagionato fino a sei mesi è la scelta ideale. In questo caso, il formaggio presenterà note più marcate di sale e grasso. Il caciocavallo impiccato può essere gustato da solo oppure se preferite potete aggiungere altri condimenti a piacere.
Caciocavallo impiccato origini
Le origini del caciocavallo impiccato affondano nelle usanze contadine del passato. Il caciocavallo impiccato è una tradizione antica praticata in varie zone del sud Italia. Ad esempio nell’Irpinia, in Basilicata e nella provincia di Foggia. Progressivamente questo modo di mangiare il caciocavallo ha conquistato tutto il territorio nazionale data l’irresistibile golosità.
La tecnica dell’impiccagione si dice sia stata scoperta per caso dai pastori. Questi per tenere lontani gli animali appendevano i caciocavalli ai rami degli alberi.
Una notte il calore del fuoco acceso troppo vicino ai caciocavalli avrebbe fatto sciogliere i formaggi. I pastori avrebbero assaggiato il formaggio sciolto e lo avrebbero prezzato molto. Dal quel momento nasce l’usanza del caciocavallo impiccato. Una usanza che è rimasta per anni una ricetta segreta dei pastori finché qualcuno non ha cominciato a proporre il caciocavallo impiccato durante sagre.
Sei vuoi approfondire il tema:
Caciocavallo: formaggio tipico del sud Italia
Caciocavallo pugliese stagionato
Caciocavallo Podolico del Gargano
Vuoi 5€ di Sconto e le Offerte Lampo Dalla Puglia?
Entra gratis con 1 solo clic nel nostro canale ufficiale di WhatsApp: troverai subito il codice sconto riservato per risparmiare 5€ sul tuo primo ordine, le ricette segrete e le anteprime sui prodotti stagionali freschi!





