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Il guanciale di maiale al pepe è un salume artigianale ricavato esclusivamente dalla guancia del suino. Caratterizzato da un pregiato blocco di grasso fondente solcato da venature di muscolo magro, viene speziato in superficie e stagionato lentamente per almeno 60 giorni. Un taglio rustico, genuino e privo di conservanti, nitriti, glutine e lattosio. L’ingrediente fondamentale per realizzare a regola d’arte i grandi primi piatti della tradizione: amatriciana, carbonara e gricia. Trancio sottovuoto da 330 gr circa.
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Il **guanciale di maiale al pepe** è un taglio anatomico di assoluto rigore, ricavato interamente dalla guancia del suino. A differenza dei tagli ventrali, presenta una conformazione strutturale unica: un blocco di grasso pregiato, denso e setoso, attraversato da caratteristiche venature magre di muscolo di un rosso acceso. È proprio la qualità di questo tessuto adiposo a renderlo l’ingrediente fondante e insostituibile per i grandi primi piatti della tradizione italiana.
Lavorato artigianalmente, il trancio viene massaggiato a secco con sale, pepe e una calibrata dose di spezie (tra cui leggeri sentori di peperoncino), per poi essere lasciato a maturare lentamente. La stagionatura si protrae per almeno 60 giorni, un tempo necessario affinché le carni si asciughino perdendo l’acqua in eccesso e la speziatura esterna penetri in profondità, consolidando il profilo aromatico senza l’ausilio di conservanti chimici, acido ascorbico (E300) o latte in polvere.
Il comportamento del guanciale al calore è il suo vero punto di forza. Se adagiato in una padella di ferro o d’acciaio rigorosamente fredda e portato a temperatura dolce, il suo grasso inizia a fondere gradualmente diventando traslucido. Questo liquido sapido e profumato sostituisce completamente l’olio o il burro, diventando la base perfetta per condire la pasta, mentre la parte magra si arrostisce nel suo stesso grasso diventando estremamente croccante.
Oltre all’impiego nei classici sughi strutturati, il guanciale si rivela formidabile per la tecnica della lardellatura: avvolgere un arrosto o un pezzo di carne magra da grigliare con fette sottilissime di questo salume ne previene l’essiccazione in cottura, trasferendo umidità e un netto sapore speziato al cuore della carne. Se consumato a crudo, va affettato a velo e adagiato su crostini di pane caldo o abbinato a formaggi stagionati, lasciando che la temperatura corporea ne favorisca la scioglievolezza al palato.
La “gricia” è l’espressione più sincera per apprezzare l’accoppiata tra il grasso suino e il formaggio stagionato. Per realizzarla occorrono pochissimi passaggi:
| Ingredienti | Carne suina (origine: Italia), sale, aromi, destrosio e spezie. |
| Allergeni | Non contiene allergeni. Totalmente privo di glutine e senza lattosio. |
| Conservanti | Assenti. Lavorazione artigianale garantita senza conservanti chimici, senza nitriti e senza nitrati. |
| Conservazione | Spedito sottovuoto. Conservare in luogo fresco. Una volta aperta la confezione, avvolgere il trancio in pellicola trasparente o in un canovaccio e consumarlo entro 30 giorni, mantenendolo in frigorifero. Per conservazioni più lunghe, è possibile tagliarlo a cubetti e rimetterlo sottovuoto per evitare che si secchi. |
| Energia | 1408 kJ / 337 kcal |
| Grassi | 70 g (di cui saturi 7,6 g) |
| Carboidrati | 1,0 g (di cui zuccheri 0,0 g) |
| Proteine | 25 g |
| Sale | 5,4 g |
Sono due tagli anatomici diversi. Il guanciale si ricava dalla guancia del maiale, ha una percentuale di grasso nobile maggiore (circa il 70%), un sapore più intenso e delicato allo stesso tempo, e una stagionatura minima di 60 giorni. La pancetta si ricava invece dal ventre dell'animale, presenta più venature magre e ha tempi di stagionatura mediamente inferiori.
Assolutamente sì. La parte dura inferiore del trancio (la cotenna) è fibrosa e molto tenace. Va asportata con un coltello prima di tagliare il guanciale a fette o a listarelle, altrimenti non si scioglierebbe in cottura e risulterebbe difficile da masticare.
Non è necessario, anzi è sconsigliato. Ti basta mettere i cubetti di guanciale in una padella a freddo e accendere la fiamma a fuoco dolce. Il grasso si scioglierà lentamente diventando liquido e trasparente: sarà quello il fondo naturale in cui rosolare la parte magra e condire la tua pasta.
Certamente. Il processo di lavorazione artigianale prevede solo carne, sale e spezie. Non impieghiamo farine né latte in polvere (spesso usato nei prodotti industriali per trattenere l'acqua e il peso), rendendolo sicuro per chi soffre di celiachia o intolleranze al lattosio.
No, è un salume 100% genuino. L'asciugatura della carne è garantita esclusivamente dall'azione disidratante del sale, dalla copertura esterna di spezie e pepe, e dal rispetto dei tempi naturali di stagionatura all'aria per oltre 60 giorni.
I compagni del piatto povero
Spesso scelti insieme: Che tu voglia preparare una Gricia, una Carbonara o un’Amatriciana, il guanciale necessita di un contrappeso sapido e pungente per legare al meglio. Affianca questo trancio al nostro Formaggio Pecorino locale. Per scoprire i segreti della lavorazione dei nostri salumi stagionati e le ricette tradizionali, segui il profilo Instagram di Tipiko Shop.
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